DOLCI

CIAMBELLONE SOFFICE AGLI AGRUMI

Sono giorni intensi per la scuola, incertezze, quarantene,  voti di fine quadrimestre, inizio pentamestre, iscrizioni alle scuole superiori. Ho sempre tenuto tantissimo all’istruzione dei miei ragazzi, molto meno ai voti. Mai ho detto loro “pretendo un 10” o “se prendi meno di 8 sei in punizione”. Mai.

Mi interessa che nutrano la voglia di sapere, di migliorarsi, che siano curiosi nell’apprendimento. Mi interessa che nutrano il proprio cervello di perché sentono la necessità di cercar risposte. Mi preme che siano educati, colti senza spocchia, che riescano a fare discorsi di senso compiuto.

La scuola non dovrebbe mai servire ai genitori per primeggiare, per sentirsi più capaci nel loro ruolo a livello sociale. L’ossessione di avere un figlio che spicca perché il migliore della classe non è garanzia di nulla nel ruolo genitoriale. Io  sono  stata “la più brava”, seppur senza mai sentirmici. Eppure i miei genitori mai mi hanno seguita nel percorso scolastico o indirizzata in tal senso, né mi hanno permesso di continuare gli studi ai giorni opportuni, dunque è stata solo fortuna, per dire.

La scuola resta un percorso fondamentale e non serve soltanto a trovar un buon lavoro. Serve perché fornisce degli strumenti per riuscire a non farsi fregare, per non sentirsi inadeguati fuori dal prorio contesto, serve per gestire un sentimento, per ammirare l’arte o un tramonto, non solo una vetrina. E certo non deve servire per mettersi in vetrina…

Riflessioni mie, che ogni tanto vi somministro in queste mie pagine… perdonatemi. Ma è il mio diario condiviso e condivisibile.

E adesso una ricetta favolosa, semplice e perfetta anche per la scuola, già. Perché partire con la giusta leggerezza non può che far bene all’inizio delle nostre giornate 😉

CIAMBELLONE SOFFICE AGLI AGRUMI

(per 8 pp – stampo da 18/20 cm)

Ingredienti

150 g di farina tipo 1

40 g di fecola di patate

190 g di zucchero semolato

2 uova medie

1 yogurt greco (170 g)

40 ml olio di riso (o mais)

1 arancia: succo e buccia grattugiata

1 limone buccia grattugiata

1 bustina di lievito Bio

3 cucchiai marmellata di agrumi + 1 cucchiaio di acqua

 

Procedimento

Grattugiare la scorza dell’arancia e spremerne il succo, grattugiare anche la scorza di limone e mescolare con lo yogurt greco.

Aggiungere l’olio e lo zucchero e i due tuorli ed amalgamare bene.

A parte montare a neve ferma gli albumi.

Aggiungere al composto la farina, la fecola e il lievito setacciati per evitare grumi. Dunque aggiungere piano mescolando dal basso verso l’alto gli albumi montati a neve.

Infarinare e imburrare uno stampo da ciambella e cuocere a forno caldo e ventilato a 170° per circa 30 minuti (fate la prova stecchino, deve risultare asciutto).

Scaldare leggermente in un pentolino la marmellata di agrumi con l’acqua. Appena il ciambellone sarà intiepidito sfornarlo e cospargerlo con la marmellata in modo irregolare.

Si conserva a temperatura ambiente in un’alzata coperta per 5/6 giorni.

 

 

DOLCI

Il Panforte

Caspita, come si può parlar del Natale senza menzionare il buonissimo PANFORTE? … è il favoloso dolce natalizio della tradizione toscana. Ammetto che da piccola lo detestavo, mentre nonna lo comprava sempre perché ne era golosa. E pensare che mai ha potuto assaggiare il mio! Già la immagino fra le sue smorfie di approvazione culinaria e le risate…e sì, manca. Ancora e sempre, tanto. 

Il Natale è un po’ così, amplifica,  gioie, dolori e mancanze. 

Quest’anno abbiamo qualche cucciolo in più in famiglia, mio nipote Zeno e la mia cucciola di bulldog francese Frida. Due cuccioli adorabili e che hanno portato un po’ di gioia in un anno che non si è fatto amare, proprio per nulla. Occorre comunque essere grati di essere insieme, di star bene nonostante, di avere ancora il cuore gonfio di buoni sentimenti che però andranno diretti un po’ più verso chi li merita… perché troppe volte son stati sprecati con persone di dubbia affettività.

Mi auguro e auguro a tutti voi che mi leggete e mi seguite di conservare cuore, emozioni, speranze e tanto coraggio… sono tutti ingredienti imprescindibili, non solo per Natale ma per ogni giorno. Sorridete e cercate di non appesantirvi lo stomaco dal rancore, semmai da qualche scorpacciata in più!

Buone Feste <3

Panforte

Ingredienti

(1 panforte di 18 cm di diametro e due piccoli di 8 cm)

300 g di mandorle con la buccia

50 g di nocciole

210 g di farina 00

150 g di zucchero di canna

60 g di farina di mandorle

200 g di cedro candito

200 g di arancia candita

50 g di canditi misti

120 g di miele di acacia

40 g di miele di castagno

1/2 cucchiaino di cannella in polvere

1/2 bacca di vaniglia (semini)

poca noce moscata grattugiata

una punta di zenzero in polvere

1 bicchierino scarso di acqua

zucchero a velo per guarnire

 

Procedimento

Iniziate tagliando a pezzi i canditi qualora ne aveste interi (sono preferibili per qualità).

Scaldate mandorle e nocciole in forno per tostarle (io un paio di minuti sotto il grill, girandole).

In una padella ampia sciogliete il miele con lo zucchero , attenzione, non deve prendere troppo calore.  Aggiungete dunque le mandorle e le nocciole, amalgamando.

Versate in una ciotola di acciaio e aggiungere la farina, gli aromi ed i canditi e l’acqua. Amalgamate molto bene, deve risultare un impasto appiccicoso ma non secco. 

Adagiate dei cerchi di acciaio su della carta da forno. Sempre con la carta da forno ritagliate delle strisce da mettere di lato lungo i cerchi di acciaio (con queste dosi me ne sono venuti tre, come indicato in alto). inserire il composto pressandolo bene, magari aiutandosi con le mani inumidite o con carta da forno.

Cospargete con abbondante zucchero a velo.

Cuocete a 190° per 20/25 minuti, fate attenzione che non si abbronzino troppo altrimenti poi risulteranno duri!

Si conserva in una scatola di latta o rinvolto nella pellicola per alimenti per 20 giorni abbondanti (ma ci arriva? 😉 )

 

 

 

 

 

DOLCI

Tarte Amandier

Fra tutti i difetti che ho uno spicca senza dubbio. La mia incapacità a star ferma, a gestire i momenti vuoti. Non li tollero, non li considero momenti di meritata calma e riposo bensì tempo perso. Ho necessità della mia tabella di marcia fissa, di correre, di arrivare a fine giornata e dirmi “ok Valentina, hai fatto questo, questo e quello e devi fare questo, quello e quello”. Poi ogni tanto la stanchezza si fa sentire anche sul mio fisico, lo ammetto…tuttavia proprio non so agire in modo diverso.

Ogni giornata è fatta di tante cose ed è un prezioso regalo, questa è una certezza. Ognuno di noi è giusto che trovi il proprio modo di viverla e viversi…per fortuna siamo tutti diversi! Ultimamente sto anche cercando di essere meno critica con me stessa, cerco di contemplare anche la possibilità di non essere perfetta nella gestione di tutto e anche di pretendere da me un po’ meno, di guardarmi con più indulgenza. Che tanto di persone che ci guardano  commentando le nostre azioni o giudicando il nostro vivere ce ne sono fin troppe. Anzi, talvolta mi piacerebbe davvero viver meno online (imprescindibile per la vita di questo mio blog) per dar meno nell’occhio proprio a coloro che campano di malsani livori e vivono in maniera morbosa la vita altrui, d’altronde si cibano di questo anziché condividere contenuti propri (che non hanno). Ogni momento storico ha le sue caratteristiche, il nostro sono le relazioni social, dobbiamo farci i conti.

Ma passiamo alla nota dolce, e che dolce!!! Conoscete questa delizia di torta tipica della tradizione francese? Si tratta di una torta di mandorle dalla consistenza fondente e avvolgente. Una favola per chi, come la sottoscritta, ama le mandorle. La Tarte Amandier è divina, sia messo agli atti 😉

 

Tarte Amandier

(per 8 pp)

  • 3 uova medie
  • 100 g zucchero semolato

  • 20 g miele di fiori

  • 150 g farina di mandorle

  • essenza  di  mandorle amare

  • essenza di fiorni d’arancio

  • zeste di arancia bio (o limone)

  • 70 g burro a pomata

  • 50 g mascarpone

  • Lamelle di mandorle per decorare

Procedimento

Iniziare togliendo dal frigo una mezz’ora prima della preparazione il burro.

Mescolare in una ciotola le uova assieme allo zucchero e il miele finché le uova non si mostrino belle gonfie. Aggiungere la farina di mandorle e gli aromi.

Amalgamare burro e mascarpone e incorporare bene all’impasto.

Accendere il forno a 160° ventilato. Imburrare  e infarinare uno stampo da 18/20 cm .

Mettere il composto nello stampo e cospargere di lamelle di mandorle

Cuocere per circa 40 minuti. Coprire la superficie del dolce con della carta di alluminio se dovesse scurirsi troppo in cottura.

 

 

 

SECONDI PIATTI

Cottage Pie

Quando i periodi si mostrano complicati è sempre la cucina che salva. Mangiar bene e magari un po’ di sana convivialità sono armi vincenti per star un po’ meglio, per alleggerire pensieri e ritrovare un sorriso di soddisfazione. Quando si mangia con gusto, quando ci si coccola seppur senza troppi sfarzi e concessioni iper caloriche, si sta meglio… non si discute. 

Conoscete la storia del Cottage Pie? Si tratta di un pasticcio di carne  con piselli e coperto da una crosta di purè di patate. Una ricetta della tradizione inglese molto  sostanziosa e dal gusto particolarmente invitante. Qui i miei uomini -tutti- ne vanno pazzi. La porto in tavola e sparisce come in preda ad un attacco di fameliche cavallette. Effettivamente è un piatto saporito che piace molto anche a me e che, se lo proporrete a degli ospiti, vi garantirà una gran bella figura 😉

Cottage Pie

(ricetta per 6 pp.)

600 g di spezzatino magro di vitello

1 carota

1 cipolla di Tropea

1 spicchio di aglio

1 costa di sedano

un cucchiaio di prezzemolo

una punta di peperoncino

2 cucchiai colmi di concentrato di pomodoro

1 cucchiaio di salsa Worcester

250 g di piselli congelati

600 g di patate (io preferisco quelle a pasta bianca)

100 ml di panna fresca

olio extravergine di oliva

1/2 cucchiaino di curry

noce moscata q.b.

pepe nero q.b.

sale

 

Procedimento

Iniziate sbucciando le patate e mettetele intere a bollire in acqua salata finché non risultino morbide. 

Nel mentre preparate un trito di cipolla, sedano, carota e fatelo soffriggere assieme al peperoncino in padella con poco olio.
Aggiungete la carne a piccoli pezzi ed fatela rosolare bene per ogni lato.
Successivamente aggiungete i piselli passati sotto l’acqua,  il concentrato di pomodoro, la salsa Worchester, il curry  e aggiungete poca acqua calda e coprite. Fate cuocere per 10 minuti. Aggiustate il sale, mettete 3 cucchiai di panna e proseguite la cottura per altri 8/10 minuti. Spegnete e aggiungete un filo di olio e pepe.

Una volta cotte le patate schiacciatele bene da calde, aggiungete una bella grattugiata di noce moscata, olio buono e la panna rimanente, dovranno risultare un purè compatto.

Ungete una pirofila da forno, mettete sul fondo la carne. Coprite con i ciuffi di patata  con l’ausilio di un sac à poche dalla bocca larga stellata.

Infornare a 200° ventilato per circa 20 minuti (se dovesse colorarsi troppo coprire con della carta di alluminio).

 

 

DOLCI

Red Velvet gluten free

Perseveranza e volontà fanno parte di me, posso affermarlo senza esitazione alcuna. È arrivato il traguardo che tanto ho atteso, per cui ho fatto i salti ribaltati negli ultimi tre anni:la LAUREA. Già. Non mi è stato possibile conseguirla nei tempi consueti, e ho sofferto un bel po’ per questa “non possibilità”.  Tuttavia ho sempre conservato la speranza di poter realizzare questo sogno e, come spesso accade quando ci si arma di buoni intenti e tenacia, è arrivata!

Non è stato un percorso facile, tante rinunce e tante difficoltà. Mi sono iscritta come studentessa part time diluendo gli esami in 4 anni, salvo poi accelerare, rinunciare al part time e divenire studentessa in corsa a tutti gli effetti e in 3 anni ho concluso. Tutto questo con vari “nonostante”. Una famiglia, un lavoro full time, questo blog da mantener in vita, un concorso pubblico (per cui ho studiato molto e che ho vinto), due interventi chirurgici importanti e infine pure il Covid (già, ho discusso la mia tesi sempre con carica “positiva”). Non mi sono fatta mancare nulla, tutto pareva voler offuscare questa meta tanto ambita.

E “invece”. I famigerati nonostante sono diventati invece. Una tesi in marketing che ho amato perché ho raccontato zone che mi sono care, un lavoro non solo bibliografico ma intimamente sentito e la soddisfazione di discuterla con a fianco i miei figli, che grande soddisfazione! 🙂 Il primogenito mi ha incoronato e mi ha detto “ma che sei riuscita a fare? Ti rendi conto? Mi stai quasi sulle palle se ci penso” 🙂 e mi ha abbracciato stretta, con un bacio in fronte. L’altro mi è balzato alle spalle con un sorridente e caloroso “Brava mamma!!!”. Sono ricordi che custodirò nel cuore sempre…

Grazie all’affetto avvolgente di questi giorni e ricevuto in questo percorso da chi mi vuol bene, grazie ai sacrifici, alle domeniche e le notti a testa bassa sui libri, alla mia pazza tenacia. Per una volta posso davvero dir con convinzione LODE a me!!! <3

E … volevate non facessi una super e golosa torta per celebrare questo evento? Ho optato per una favolosa Red Velvet gluten free, ho usato il preparato specifico della BABBI che ho trovato davvero superlativo (dunque una busta di preparato + 3 uova grandi + 85 g di burro fuso + 1 cucchiaino di bicarbonato), ma qui vi riporto la ricetta completa che usavo precedentemente di conoscere questa meraviglia! (se volete fare acquisti nello shop online Babbi per questi giorni potete usare il mio codice sconto PEPERONCINO10)

Red Velvet con frosting di mascarpone e amarene (gluten free)

(dosi per una torta da 8 pp.)

 

Per la torta

190 g di zucchero
 150 g di burro temperatura ambiente
3 uova a temperatura ambiente
180 gr farina di riso
80 gr amido di riso
90 gr fecola di patate
10 g di cacao amaro
un pizzico di sale
1 cucchiaino di aceto di mele
1 cucchiaino di bicarbonato

 200 ml di latte intero
30 ml succo di limone
1/2 cucchiaino di colorante alimentare in polvere rosso

per il frosting:

400 g di mascarpone
200 ml di panna fresca
5 cucchiaini di zucchero a velo

amarene sciroppate

Per la bagna:

3 cucchiai di acqua

1 cucchiaio di liquore alchermes

Per guarnire:

fragole fresche

amarene sciroppate

 

Preparazione

In una ciotola unite latte intero e il succo di limone, mescolate leggermente e lasciate riposare mezz’ora, poi aggiungete il colorante alimentare.

Imburrate e infarinate le tortiere e accendete il forno a 170° C.
 
Setacciate tutti gli ingredienti secchi in una ciotola.
In un altra ciotola montate il burro con lo zucchero fino a che non si mostrerà gonfio e chiaro; aggiungete poi un uovo alla volta e continuare a lavorare fino a raggiungere un composto omogeneo, quindi aggiungete il latte, il succo di limone. Unite gli ingredienti secchi, dunque l’aceto e il limone. Mescolare bene.
 
Pesate l’impasto e suddividetelo in due stampi da 20 cm di diametro.
 
Infornate per 30 minuti circa, gli ultimi 5 minuti con la porta del forno semi aperta, ovvero con un mestolo tra la porta del forno e il forno.
Sfornate e lasciate raffreddare prima di togliere le torte dagli stampi.
 

Preparate la farcia unendo il mascarpone,  panna e  zucchero a velo.

Montate con le fruste le fruste elettriche tutti gli ingredienti freddi di frigo  e poi riporre nuovamente in frigo almeno un’ora.

Tagliate le due torte a metà per ottenere 4 dischi. Bagnare con la bagna e un pennello ogni disco, dunque con un sac à poche con la punta larga a stella decorare ogni disco, mettendo qualche amarena sciroppata qua e là. Infine decorare con ciuffi di frosting, fragole fresche e amarene.

(Conservate in frigorifero per  3/4  giorni)

È una torta perfetta per una bella ricorrenza, ed è stata perfetta per la mia laurea 🙂

 

PRIMI PIATTI

Pici con vongole e datterini gialli

Sono sempre stata positiva, di questa positività però ne avrei fatto volentieri a meno. Ebbene sì, il virus tanto stronzetto, che ha ribaltato le nostre abitudini e le nostre vite, è arrivato nella mia famiglia. D’altronde a me le cose piace farle in grande, sono pure vaccinata (e lasciamo gentilmente perdere tutta la polemica vaccino sì o no) ma l’ho beccato ugualmente, anche se devo dire che credo che la punturina mi abbia protetta.

Il mio primogenito si è ammalato, gli altri componenti della famiglia si sono isolati, ma io no. Stava male e non l’ho mai mollato, come ogni mamma credo farebbe, e così pure io ho vinto il fantomatico coronavirus. Anche se tuttora non siamo guariti, mi ritengo fortunata a non averlo preso troppo violento, passerà come tutto. Devo ammettere che un peggior momento per la sottoscritta non poteva essere, sono a un passo dalla vetta delle mie fatiche di studio e adesso davvero non so come fare… ma come dico sempre, un problema alla volta.

Ho ricevuto molti messaggi via social di persone che come me si sono contagiate e le ho trovate molto impaurite. Mi sono arrivate messaggi con domande, richieste di rassicurazione o per per  un confronto.  Credo che la paura sia addirittura deleteria, davvero. Personalmente non ho mai avuto un solo secondo di paura fin dai primi sintomi. Penso che  in una malattia in cui il primo step è “isolarsi”, non ricevere supporto fisico, occorra proprio l’atteggiamento di non pensare negativo e mantenersi tranquilli. Oltre a ciò è fondamentale iniziare a curarsi da subito e non certo dal risultato di un molecolare, che arriva dopo giorni. Ecco, per mia esperienza tutto questo mi sento di consigliarlo.

Sono situazioni in cui, come spesso accade nelle difficoltà, emergono le persone. Si vede proprio chiaramente quelle che tengono a noi, quelle che non lo dicono per sentirsi tranquille con la coscienza, ma lo sentono davvero. Ed io sono GRATA (sì, scritto fastidiosamente maiuscolo) per la rete affettiva che ho intorno, ben al di là della famiglia stretta. Il telefono che suona di continuo di persone pronte 24h su 24 a dare una mano, o portar la spesa, amici anche fuori città che vogliono partir dopo cena per venire a dar supporto, portare qualcosa di utile.  Il campanello che suona ad ogni ora del giorno e leccornie e piccoli pensieri che vengono lasciati per farci sentire coccolati. E amici che vanno arginati per non metterli a rischio perché a loro del rischio interessa poco poiché armati di affetto vero, pazzi adorabili! Questa di sicuro è la prima cura, quella che conta, il cuore gonfio di sentimento che fa la differenza, chi vive nel suo angolo egoista e preoccupato del suo orticello non immagina quanto si perda della vita… altro che virus!

Diciamo che anche il cibo fa la sua parte e… maledizione!!! ‘Sto virus cattivello si porta via pure le papille gustative! Ma che si può fare ad una food blogger? Ma vincerò io caro il mio bacillo, sappilo.

Che ne dite di una ricetta per un primo godurioso che vi farà fare un figurone anche con invitati? Eccolo!!! Pici vongole e datterini gialli

(per 4 pp)

400 g di pici freschi (se non li trovate usate uno spaghetto grosso)

1 kg di vongole veraci

400 g circa di pomodori datterini gialli

1 spicchio di aglio

1 punta di peperoncino

1/2 cucchiaino di curry

un rametto di prezzemolo

pepe macinato fresco

sale

olio extravergine di oliva

 

Procedimento

Sciacquate bene le vongole. In una larga padella (bene anche la wok) farle aprire con due bicchieri di acqua. Appena aperte toglietele, passarle ancora sotto l’acqua per togliere residui di sabbia e tenete da parte. Ad una metà togliete il guscio e le altre lasciatele con il guscio.  L’acqua di cottura filtratela con un panno pulito e tenetela, è importante.

Tagliate i datterini in 4 spicchi. Nella stessa padella delle vongole adesso mettete il peperoncino, il curry, lo spicchio di aglio, il rametto di prezzemolo e un giro di olio. Fate scaldare. Aggiungete i datterini, un cucchiaio di acqua delle vongole, coprite e fate cuocere 5 minuti, mescolando di tanto in tanto e semmai aggiungendo l’acqua delle vongole.

Nel mentre portate a bollore l’acqua della pasta e lessate i pici in acqua bollente e salata per 5 minuti, toglieteli duri, tenendo da parte qualche cucchiaio di acqua di cottura da aggiungere se servisse. 

A questo punto buttate i pici nella padella aggiungendo tutta l’acqua di cottura delle vongole e dopo un minuto aggiungete anche le vongole. Terminate la cottura dei pici a fiamma vivace, semmai aggiungendo anche poca acqua di cottura della pasta se servisse.  Valutate la sapidità. Terminate con una spolverata di pepe nero macinato e un giro di olio buono.

 

 

DOLCI

Dischi al cioccolato (simil Yo Yo)

Pochi giorni e ricomincerà un nuovo anno scolastico. Speriamo che possa scorrere in modo “normale”! Credo sia il pensiero che abbiamo tutti, quello di poter respirare un po’ di sana normalità… 

Vorrei fare rewind. Quando erano giorni di frenetiche domande e dubbi sul nuovo anno scolastico, quando mi preoccupavo della Smemo da comprare (che poi scambiavo con le amiche per dediche ecc..), delle penne colorate, degli evidenziatori. Poi c’era il profumo dei quaderni nuovi scelti con logica per ogni materia, lo zaino pulito, i professori nuovi, le nuove materie… che bellissime preoccupazioni 😉

Beh, anche per affrontare al meglio l’impegno scolastico bisogna fare delle colazioni golose e merende nutrienti, che ne dite di cimentarvi nel preparare questi simil Yo Yo? Già, ho cercato di realizzare le famose merendine e con cosa le ho riempite? Ma con la stupenda Cremadelizia al cacao Babbi …eh sì, proprio deliziose 😉

Dischi al cioccolato (simil Yo Yo)

(per 9/10 merendine)

  • 3 uova medie
  • 100 g zucchero semolato
  • 1/2 bacca di vaniglia (semini)
  • 100 g farina tipo 00
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato

farcitura

  • crema spalmabile al cacao (io Babbi)
  • 50 g cioccolato fondente al 70%

Procedimento

Come prima cosa unire nella ciotola della planetaria (o con le fruste elettriche)  le uova  a temperatura ambiente assieme lo zucchero e l’aroma di vaniglia. Montare il composto per circa 5/6 minuti, fino a farlo diventare bello gonfio e spumoso.

A parte setacciare la farina con il bicarbonato, mescolare bene e aggiungerlo pian piano al composto di uova. Amalgamare il tutto con una spatola, mescolando con movimenti delicati dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

Versare un cucchiaio colmo di composto su carta da forno facendo cerchi di impasto di 8 cm ben distanziati.

Cuocere in forno ventilato  preriscaldato a 180° per circa 8 minuti. Spegnere e lasciate dentro 2 min con lo sportello semi aperto. Attenzione, dovranno risultare chiari!

Lasciar  raffreddare  su una gratella poi farcire la metà dei dischi con la crema spalmabile e chiuderli con la metà dei dischi rimanenti.

Fondere circa il cioccolato fondente a bagno maria, trasferirlo in una sac à poche dal beccuccio fine o altrimenti creare un piccolo cono con la carta forno (trovate tanti tutorial su You Tube), decorare i vostri simil  Yo-Yo.

Attendere che il cioccolato si solidifichi, occorreranno un paio di ore. 

Si conseravano bene qualche giorno a temperatura ambiente nel vetro o scatola di latta.

TRAVEL

Fra Umbria e Marche

Anche per queste vacanze 2021 abbiamo scelto la nostra bella Italia. Dobbiamo davvero ritenerci fortunati, perché qualunque  sia la nostra meta, nel nostro Paese ogni luogo è perfetto e offre molto, sia in bellezza che in piacevoli scoperte culinarie.

Abbiamo passato una settimana fra Umbria e Marche, spostandoci frequentemente e macinando km, come nostra consuetudine… siamo rientrati anche stavolta con oltre 1000 km in auto e chissà quanti a piedi, così è la nostra idea di viaggio e di scoperta dei luoghi. Alcuni posti che abbiamo visitato non mi erano nuovi, ma i miei ragazzi ancora non li avevano visti e meritavano una sosta.  Così abbiamo staccato dal mondo per qualche giorno, dai social (mi sono connessa pochissime volte) e dalle beghe quotidiane. Abbiamo parlato, riso, ci siamo immersi in panorami e momenti lenti senza troppi orari o pretese, insieme.

Quante cose abbiamo scoperto? Quanti luoghi abbiamo visitato? Molti. E devo dire che non hanno tradito le nostre aspettative. Anche se qualche appunto credo sia doveroso farlo e lo scriverò alla fine di questo post 😉

Siamo partiti per Ferragosto (un giorno di quelli un po’ antipatici a mio avviso, quasi come Capodanno :-O ),  fortunatamente non abbiamo trovato traffico. Il nostro primo step è stato Passignano sul Trasimeno e poi Perugia, la capitale umbra piena di scale mobili e dal fascino medievale che ha il sapore di cioccolato in molti angoli (anche il nostro hotel era in tema Chocohotel). Perugia è proprio una bella città e accanto al suo bellissimo Palazzo dei Priori ci siamo goduti un’ottima cenetta in un contesto incantevole.


Passignano sul TrasimenoPerugia

Poi la direzione è stata verso le Marche, terra per noi perlopiù sconosciuta, un po’ secca sotto il sole cocente di agosto, con i suoi paesini arroccati e i suoi colori tenui di ambra e tortora fino al blu del suo mare. Abbiamo fatto una bellissima sosta con camminata a fianco del monte per arrivare al bellissimo Tempietto Valadier, L’eremo di Santa Maria Infra Saxa sorge a Genga, venne costruito tra le rocce ed è parzialmente scavato nella parete della grotta. Nei pressi dell’eremo, completamente inserito nella grotta c’è il ben più visibile tempio neoclassico, detto del Valadier. Si tratta di un edificio a pianta ottagonale in travertino locale, fu voluto da papa Leone VII e compiuto entro il 1828.

Eremo Santa Maria Infra Saxa

Tempietto Valadier

I successivi step sono stati la suggestiva Loreto, famosa per ospitare la basilica della Santa Casa, la città di Loreto è uno dei più importanti e antichi luoghi di  pellegrinaggio  del mondo cattolico, devo ammettere che credenti o meno è davvero una visita suggestiva e che merita.  Poi abbiamo preseguito verso  la bellissima Recanati di Leopardi e alla fine siamo giunti a Porto Sant’Elpidio dove abbiamo fatto un po’ di mareLoreto

Recanati

la sera a Porto Sant’Elpidio

Nei giorni successivi abbiamo optato per le località di mare, spiagge ciottolose e sabbiose, vento e salsedine… Porto San Giorgio, Lido di Fermo e l’imperdibile giro nella riviera del Conero, Numana e Sirolo e la bella spiaggia del Frate (sicuramente un po’ inflazionata, ma meritevole anche solo per lo splendido panorama!). Altre località balneari anche se viste en passant? Porto Recanati e Civitanova Marche, Grottammare.

Numana – spiaggia del Frate

Una località in cui abbiamo dormito e che mi è molto piaciuta è stata Pedaso, tranquilla, pulita, senza fronzoli ma non spartana… bella senza averne l’aria! Qui abbiamo soggiornato presso il b&b Vista d’aMare che consiglio per la location stupenda con vista mozzafiato e per Sergio e Daniela che sono dei gestori gentilissimi, disponibili e professionali, quelli che curano ogni piccolo dettaglio come piace a me, che si vede che mettono il cuore nella loro attività!

 

Ancora un giro nell’entroterra e abbiamo visitato Fermo, che sorge sulla vetta e lungo le pendici del Colle Sàbulo, un piccolo comune che mi è molto piaciuto e che offre un bel panorama e che appare proprio fermo nel tempo. Poi ancora il piccolo borgo di Moresco, considerato uno dei più belli d’Italia e Monterubbiano dove abbiamo gustato on the road delle ottime olive all’ascolana e le tagliatelle fritte ;-P

Fermo


Moresco

il risveglio al mattino presso il b&b Vista d’aMare

Abbiamo terminato il nostro tour delle nostre visite alle città e paesi con tre soste.  La bella Ascoli Piceno, una vera scoperta, mai l’avrei immaginata tanto affascinante, invece l’ho trovata proprio bella  e “buona” (si capisce che mi piacciono le olive all’ascolana, vero?). Il centro storico è costruito quasi interamente in travertino e non si può non amare la rinascimentale piazza del Popolo…

Altra sosta, prettamente culinaria, a Norcia, in Umbria. Fa male trovarla ancora devastata dal maledetto sisma del 2016… ancora sembra lontana dall’essere ricostruita e le ferite aperte mi creano sempre disagio … però le persone sono operose e sorridenti, i prodotti del territorio non hanno bisogno di presentazione e i che dire dei suoi norcini? Se siete buongustai la fermata è d’obbligo!

Ultima sosta la sempre suggestiva e affascinante Assisi, terra di San Francesco con i suoi vicoli perfetti e la sua stupenda basilica, niente da aggiungere. Era anche stavolta piena di turisti. Rispetto alla povera Norcia qui gli effetti del sisma sembrano esser stati curati e ripristinati (mi viene da commentare che fosse prevedibile). Comunque Assisi non delude mai 🙂

Sono tutti luoghi che vi consiglio di visitare, tutti molto belli. E io non posso che sentirmi profondamente grata per queste giornate piene di famiglia e per essere nata in questa parte fortunata di mondo!

 

Consigli per il viaggio in queste zone, consigli e osservazioni:

  • non andateci se cercate movida e frenesia. In particolar modo nell’entroterra sono luoghi fatti di tempo disteso e un po’ fermo nel tempo, per fortuna direi 🙂
  • i prezzi sono ancora molto abbordabili e il cibo è ottimo! Per quanto concerne le Marche devo segnalare assolutamente due ristoranti dove  abbiamo gustato ottimo pesce in riva al mare il ristorante Chalet Tropical a Porto Sant’Elpidio e il Casa de Mar a Pedaso (servizio impeccabile peraltro). Mentre in Umbria a Norcia fermatevi all’osteria Sienti’n pùo’ 
  • il mare offre sia tanti luoghi a spiaggia libera che attrezzata, a voi la scelta. A ridosso del mare e per tutto il litorale scorre la linea ferroviaria, anche se non siete abituati dopo poco non farete più caso ai treni  😉
  • se decidete di andare alla Spiaggia del Frate a Numana l’accesso è dall’hotel Eden, i parcheggi nei pressi del centro sono caotici in agosto, se optate per il  parcheggio dell’hotel sono 10 euro al giorno. La discesa vale il mare, lì trovate due lidi attrezzati e spiaggia libera (per quest’anno l’accesso alla spiaggia libera è contingentato per le norme anti-Covid)
  • fate attenzione alla raccolta differenziata e a porta a porta, peraltro in queste zone mi sembra funzioni bene, ho trovato tutto molto pulito
  • attenzione alla viabilità, specialmente nelle Marche… cartelli stradali quasi inesistenti, il navigatore spesso fa fare giri un po’ strani, chiedere consiglio agli abitanti è buona cosa
  • si trovano molti parcheggi liberi e comunque a buon costo
  • osservazione per le Marche. Purtroppo ho trovato i paesaggi interni spesso aridi, incolti, un po’ lasciati a sé stessi. Terribili (e lo scriverei a caratteri cubitali) i mostri architettonici che si trovano troppo spesso qua e là a ridosso di spiagge  e belle località, il triste simbolo delle costruzioni selvagge anni 70, peccato davvero …
  • la strada da Ascoli a Norcia è attualmente piena di lavori e semafori, scorre molto lenta. Prestate attenzione.

 

ANTIPASTI/ SECONDI PIATTI

Patate con salsa di yogurt

Chissà a quante persone stiamo antipatiche (senza una reale conoscenza) solo perché qualcuno ha parlato loro male di noi. Anche a me è capitato di aver pregiudizi su una persona solo perché un’altra dalla bocca larga  me ne aveva parlato in modo negativo, ed è un  errore. Conoscendola mi sono ricreduta e mi sono sentita profondamente superficiale a fidarmi di giudizi non partoriti dalla mia testa e dalle mie sensazioni.

La cattiveria non è cosa rara purtroppo. Tantomeno lo è l’invidia. Talvolta le persone che “vorrebbero” esser come qualcun altro ma senza mettersi loro stessi in gioco preferiscono giocare la tattica della demolizione agli occhi degli altri. L’ intelligenza dell’interlocutore sta nel non cadere in tale tranello.

Esattamente come accade in cucina. Una ricetta può essere presentata come buonissima, oppure il contrario, ma se non la si sperimenta non si potrà mai sapere cosa è per il nostro palato e quanto rientrerà nei nostri gusti da lì in avanti, in barba a come ci è stata raccontata 🙂

Questa ricetta è semplicissima, appetitosa e perfetta per i vostri aperitivi, con un sapore che rimanda al mare greco… una di quelle preparazioni perfette anche in estate per la velocità di realizzazione  ottima da gustarsi in compagnia attorno ad un tavolino con il giusto sole, sia di raggi che di persone luminose 😉

Patate con salsa di yogurt

5 grosse patate (meglio a pasta bianca)

150 grammi di yogurt greco

1/2 spicchio di aglio fresco

un cucchiaio di finocchietto selvatico

1/2 cucchiaino di senape

sale

pepe nero

olio extravergine di oliva

 

Lessate le patate in abbondante acqua con la buccia,  finché siano cotte ma sempre  con consistenza, non devono esser troppo morbide al taglio. Passarle sotto l’acqua fredda, sbucciarle e tagliarle a cubetti. Tenere da parte a raffreddare, irrorarle con un filo di olio buono.

In una ciotola mescolare lo yogurt con la senape, aggiungere l’aglio ben schiacciato, il finocchietto selvatico tritato. Mescolare bene, aggiungere un generoso filo di olio e aggiustare sale e pepe affinché risulti una salsina saporita.

A questo punto mescolare con delicatezza i cubetti di patata con la salsa di yogurt e guarnire con  finocchietto e cipolla fresca di Tropea.

TRAVEL

quel ramo del Lago di Como…

Sono rientrata da pochi giorni da tre piacevolissime giornate trascorse assieme alla mia dolce amica Vaty in cui siamo state ospiti in una stupenda villa sul lago di Como, Villa Evelina . Sono riuscita davvero a staccare completamente, a non pensare e ho lasciato cose da sistemare, preoccupazioni e beghe a casa, senza farmene sopraffare. Mi è sembrata una gran conquista! Il tempo di rigenerarsi con i miei adorati uomini e la compagnia di un’amica speciale sono sempre la giusta carezza quando si è in down di energie…

I proprietari di questa villa stupenda che domina il suggestivo lago di Como (loc. Stazzona) sono Simona ed Alberto, due persone davvero speciali, di gran simpatia e  che ci hanno accolto calorosamente, coccolandoci e facendoci compagnia in questi giorni. Peraltro giorni di festa poiché  la nostra Nazionale Italiana di calcio  ha vinto il Campionato Europeo!!! Avete idea della magia di assistere alla finale lì e brindare alla vittoria con i fuochi di artificio sul lago? Che serata fantastica … oltretutto i proprietari la sera della finale ci hanno anche deliziato con una cenetta davvero ottima<3

La storia di questa villa è davvero suggestiva e ricca di fascino, i racconti e le vicissitudini che la contraddistinguono ci hanno fatto fare un salto nella storia. La villa fu acquistata da Aimone Canape nato nel 1922, originario di Dongo nonché l’ultimo testimone della cattura di Mussolini. Da giovanissimo si recò in Germania per formarsi come maitre e poi rientrato in Italia ha combattuto nelle fila dei partigiani. Nel 1945  vennero intercettate in loco dei mezzi che trasportavano dei nazisti in fuga e Aimone fu chiamato per tradurre poiché parlava tedesco. Fu catturato Mussolini assieme alla Petacci, sua amante. Il racconto della sua cattura, diverso da come riportano i libri di storia, ci ha molto colpito… peraltro tutta la storia è narrata in un libro scritto da Marcello Foa “Il ragazzo del lago”.

Questa sua villa è ricca di oggetti di grande valore e pezzi unici che raccontano non soltanto la storia di Aimone bensì di noi tutti. Abitarla è come vivere in  un museo. Ogni angolo della casa è ricco di oggetti antichi, tutto è curato nei dettagli e l’atmosfera è unica.  Aver avuto il privilegio di “respirarla” è stata davvero una bellissima esperienza! Oltretutto la posizione in cui è ubicata è favolosa, una vista pazzesca del lago di Como, che toglie il fiato sia con il sole spendente che con la pioggia. Spesso è proprio così quando vi è tanta bellezza, niente può scalfirla …

Aprire gli occhi al risveglio e affacciarsi dalla camera con la vista di quel quadro naturale davanti è sublime. Non so dire se sia stata la cornice  perfetta di quel luogo, gli ottimi prodotti della colazione, l’affetto della mia famiglia e di quella di Vaty, il sorriso accogliente  e le piacevoli chiacchiere con i proprietari… ma questi momenti di convivialità rimarranno fra i ricordi più belli.

Non ero mai stata prima di adesso al lago di Como, non lo conoscevo. Nei giorni trascorsi in questa splendida cornice abbiamo visitato in auto e con il battello diverse località: Menaggio, Tremezzo, Bellagio, Varenna, Colico e Dongo… tutti luoghi che fanno da cornice a questo specchio d’acqua dall’atmosfera sognante e  rilassante. Devo dire che in particolare modo Varenna mi è  piaciuta moltissimo, così piccola e ben curata, con i suoi scorci, le sue pietre, la passeggiata degli innamorati… davvero un piccolo gioiellino 🙂

 

Bellagio

Varenna

I momenti lieti servono a ricaricare le energie, a tenerli dentro noi come una speciale pillola magica da usare nei momenti grigi, magari chiudendo gli occhi e tornando un po’ lì, dentro ad un momento che ci ha fatto bene e che continuerà a farcene ogni qualvolta lo si ricorda. Attraverso questi scatti spero di regalarvi un po’ di magia, che non guasta…

Un abbraccio speciale alla dolcissima padrona di casa, Simona <3

DOLCI

Budino di latte “abbronzato” ai lamponi e pistacchi

Non ero mai stata così bianca alle porte di luglio. Non ero mai stata così “sotto tono” alle porte dell’estate. Questo 2021 sta tentando pesantemente di riempirmi di schiaffi… un po’  ho cercato di scansarli ma molti li ho dovuti beccare, passerà, come tutto.

Il sole c’è, sicuramente è una fonte importante di energia per la sottoscritta. Mi lascio scaldare anche se i suoi raggi non mi abbronzano, non ho tempo di starci molto insieme, il mio tempo libero e “non libero” lo passo prevalentemente fra fogli e libri e non riesco a concedermi il mio amato relax. Sono impastata di tenacia ed entusiasmo, ma le forze iniziano un po’ a chiedermi il conto, speriamo di tenere botta! 

Cercherò quantomeno di alimentarmi in modo gustoso e leggero, e perché no, pure goloso! E almeno il budino classico al latte lo voglio abbronzato 😉 , deve vestirsi di estate! In realtà è l’uso dello zucchero di canna che lo fa colorare 🙂

È una ricetta facile, golosa e fresca, davvero perfetta per questa stagione 😀

Budini di latte ai lamponi e pistacchi

(per 6 budini)

500 ml di latte intero (io ho scelto la linea Latte Fieno di Granarolo)

90 g di zucchero di canna 

50 g di amido di mais

1/2v bacca di vaniglia (semini)

1 scorza di limone bio

granella di pistacchi

lamponi freschi

 

Mettete in un pentolino il latte (tenendone da parte un bicchiere) con lo zucchero, la vaniglia e la scorza di limone.  Scaldate il latte a fiamma bassa.

Setacciate l’amido per dolci in una terrina e aggiungete a filo, mescolando con una frusta a mano, il latte freddo che avete tenuto da parte. Mescolate energicamente, in modo che l’amido si sciolga del tutto.

Versate il composto di latte e amido all’interno del pentolino del latte e alzate un po’ la fiamma. Continuate a mescolare con una frusta a mano per non far attaccare il fondo.

Continuate a mescolare, togliete la scorza di limone. Una volta che il latte prenderà il bollore, vedrete che inizierà ad addensarsi, mescolate per non avere grumi e spegnete.

Versate all’interno degli stampi da budino (potete utilizzare anche uno stampo da budino grande). Mettete in frigo per farlo rassodare per almeno 4 ore.

Trascorso il tempo capovolgete su un piattino da portata, decorate  con una spolverata di granella di pistacchi e i lamponi freschi, schiacciatene un paio per avere un po’ di succo per decorare la superficie e irrorateli.

p.s. se non li consumate subito decorateli poco prima di servirli!

DOLCI

Dijoma Roll Cake con namelaka, il rotolo giapponese

A chi non piacciono le fragole? Belle, colorate e dolci! La frutta più amata di questa stagione…inoltre io le trovo anche dispensatrici di allegria, sono un frutto allegro che sa di positività e di belle giornate, esattamente quelle che tutti noi andiamo ricercando in questo periodo  non facile per nessuno. 

Questa ricetta è un roll di origine giapponese con farcitura con una crema anch’essa giapponese, versatile e che piacerà sicuramente a tutti, posso garantire! Il risultato è un rotolo sofficissimo, goloso senza essere stucchevole e ottimo anche mangiato fresco di frigo… una vera delizia.

Dijoma Roll Cake con namelaka, il rotolo giapponese

per il roll

4 uova medie

70 g zucchero

1 cucchiao di amido di mais

40 g di olio di semi 

60 g di acqua tiepida

60 g di farina

1/2 cucchiaino scarso di bicarbonato

 

per la namelaka al limone

200 g di panna fresca

170 g di cioccolato bianco 

100 g di latte

20 g di succo di un limone bio

4 g di gelatina in fogli

 

per guarnire

10 fragole

foglioline di menta o foglie di fragola

 

Procedimento

 

Il giorno precedente preparate la vostra namelaka al limone

Mettete i fogli di gelatina spezzettati in una ciotola con acqua per farla reidratare. Nel mentre fate  fondere il cioccolato spezzettato con il latte   a bagnomaria  Quindi unite la gelatina ben strizzata e mescolate bene  in modo da farla sciogliere bene. Aggiungete il succo di limone e la panna fredda a filo, mescolate.

Poi  con il frullatore ad immersione mescolate senza inglobare aria per trenta secondi, il composto si mostrerà comunque liquido e sarà normale.

Coprite con la pellicola e mettete in frigo per la notte . Il giorno dopo sarà cremosissima,  montatela comunque con fruste elettriche per avere una consistenza più spumosa.

Aggiungetevi 6/7 fragole sminuzzate.

Adesso pensate al rotolo.

Iniziate dividendo i tuorli dagli albumi.

Montate con le fruste elettriche i tuorli con  30 g di zucchero (peso dal totale), devono divenire spumosi. Quindi aggiungete olio e acqua e continuare a montare. Infine aggiungete farina e bicarbonato e mescolate ancora qualche minuto.

A parte montate gli albumi a neve ben ferma, quindi aggiungete il restante zucchero e il cucchiaio di amido, quindi montate di nuovo con le fruste.

Accendete il forno a 170°. 

A questo punto unite gli albumi ai tuorli, delicatamente dal basso verso l’alto.

Prendete una teglia rettangolare (la mia 35×25, rivestitela di carta da forno e disponetevi sopra il composto in modo uniforme.

Cuocete per 12/13 minuti in modalità ventilata. Togliete dal forno e ricopritelo subito con un foglio di carta da forno. Attendete un minuto e ribaltate l’impasto, staccando delicatamente la carta per poi riappoggiarla sopra e fate raffreddare qualche minuto. Rifilate con un coltello affilato eventualmente i bordi affinché il roll sia ben delineato.

Procedete a farcire il vostro roll avvolgendolo con un foglio di carta da forno e riponetelo in frigo per almeno due ore. 

Con le altre fragole tagliate e con le foglie di fragola o di menta guarnitelo come volete.

Si conserva in frigorifero fino a tre giorni.